TEODORA di Maddalena Mazzocut - Mis
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| foto di Stefania Ciocca |
liberamente
ispirato a Théodora di Victorien Sardou
Regia Paolo
Bignamini
Con Paola
Vincenzi
Produzione Ravenna
Festival e ScenAperta
Teodora, una delle figure più
controverse della storia di Bisanzio: imperatrice, moglie di Giustiniano, le
venne riconosciuta dal marito stesso la sua proficua collaborazione nella
gestione dello stato. Il 26 dicembre 1884, a Parigi, viene rappresentata
Théodora di Victorien Sardou – interpretata da Sarah Bernhardt –, una storia
d’amore tra Teodora e un greco, Andrea, che ha il suo apice e la sua
conclusione durante la ‘Nika’, sanguinosa sommossa scoppiata a Costantinopoli e
soffocata nel sangue dall’Imperatrice, con l’apporto indispensabile del
Generale Belisario e dei suoi mercenari. Nel testo di Maddalena Mazzocut-Mis,
la voce di Sardou si sovrappone a quella storica nel momento in cui Teodora
affronta la rivolta. Nella sua costante duplicità, ella fa dell’Impero la sua
grande prova d’attrice
dal 20 al 22 marzo 2013 - prima nazionale
orari spettacoli: mart- sab 21:00 / dom 17:00
orari biglietteria: lun - sab 16:00/19:00
dom (solo nei giorni di spettacolo) 15:30/17:00
info e prenotazione
biglietteria@pacta.org / 02.36503740
APPUNTAMENTI DonneTeatroDiritti
In concomitanza con
lo spettacolo, avranno luogo i seguenti appuntamenti:
20–21 marzo 2013,
Università degli Studi di Milano
Convegno
internazionale Estetica, drammaturgia e musica: la ricezione di Victorien
Sardou - Teodora con
prof. Alberto Bentoglio e
prof.ssa
Maddalena Mazzocut-Mis
Sala Rappresentanza del Rettorato, Via Festa del Perdono
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IPAZIA. LA NOTA PIU' ALTA - frammenti

Ideazione Maria Eugenia D’Aquino
Regia Valentina Colorni
Drammaturgia Tommaso Urselli
Con Maria Eugenia D’Aquino
Musiche originali Maurizio Pisati
Spazio scenico Andrea Ricci
Immagini Andrea Empedocle Aguzzi
Luci Fulvio Michelazzi
Produzione PACTA . dei Teatri
Spettacolo inserito nell’abbonamento ‘Invito a Teatro’
Una grande biblioteca, un immenso archivio dove qualcuno ha ordinato di appiccare il fuoco e distruggere l’immensa mole di conoscenza custodita. Ognuno degli spettatori è chiamato a essere testimone e custode di un frammento di quella conoscenza che potrebbe andare dispersa per sempre, sollecitato da una donna. Procedendo per frammenti giungiamo in altro tempo e in altro spazio: V secolo, Alessandria d’Egitto, un’altra biblioteca, quella del Serapeo, un’altra figura femminile, la scienziata e filosofa Ipazia, che incita i suoi allievi a nutrire il sogno della ragione…
Poco si sa delle sue opere e della sua vita, se non che trovò la morte, il suo corpo, scorticato e smembrato, bruciato su un rogo per mano di chi non ne apprezzava la sete di conoscenza. La sua figura ha continuato a risuonare ed è giunta fino a noi ispirando poeti di ogni tempo. Le loro voci saranno guida in questo viaggio insieme a una delle possibili interpretazioni del suo nome, Ipazia: la nota più alta della scala musicale greca.
dal 8 al 17 marzo 2012
orari spettacoli: mart- sab 21:00 / dom 17:00
orari biglietteria: lun - sab 16:00/19:00
dom (solo nei giorni di spettacolo) 15:30/17:00
info e prenotazioni:
biglietteria@pacta.org / 02.36503740
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FEMMMES di Christian Rullier

traduzione Alessandra Ferrari
regia Mamadou Dioume
con Enrica Chiurazzi, Laura Manconi, Giulia Salis
musiche originali dal vivo Giulio Berutto
disegno luci Cristina Giustini, scene e costumi Marco Giacomini
Produzione Atelier Teatro
Tre donne parlano…devono parlare…bisogna parlare della vita, dell’amore, delle illusioni, del destino. Tre donne gravide delle parole del mondo, delle parole degli uomini. FemmMes, con tre M! Tre donne, tre storie. Escono dalla loro oscurità per rivelare al mondo qualcosa di essenziale che riguarda tutti. Parlano del motivo per cui siamo qui: l’Amore. Questa parola allo stesso tempo chiara e inafferrabile di cui abbiamo abusato. Il grande attore di Peter Brook, Mamadou Dioume, ha deciso ora di portare questo testo in scena in Italia: “Le donne di questa pièce portano incise nella carne piaghe di cui vogliono liberarsi. Non discutono, non dubitano, parlano soltanto, parlano liberamente e nella loro libertà sfrenata toccano corde proibite, i nervi scoperti della nostra civiltà. Christian Rullier fa parte dei grandi autori contemporanei francesi. Mi ha colpito come, senza tradire il suo sesso, faccia parlare l’altra metà dell’essere intero. Christian ha sondato l’anima femminile dandogli la possibilità di esprimersi sul palco.” Mamadou Dioume
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